Pranoterapia – Cenni storici

Il Pranoterapeuta ha fatto la sua comparsa nel mondo nello stesso momento in cui l’uomo venne in contatto con il dolore fisico.

Possiamo affermare che il pranoterapeuta è sempre esistito! La prima tipologia di medico che si profila accanto alla figura dell’uomo è quella del guaritore, ossia colui che riesce, attraverso l’imposizione delle mani e ritualità sacre, a stimolare le forze sanatrici insite nell’uomo.

Ebbene da sempre sono esistiti uomini e donne che guarivano attraverso l’imposizione delle mani. Possedevano energia dinamica ed erano in grado di diffonderla anche nell’ambiente che li circondava, su uomini e cose.

Lo testimonia un personaggio storico, Plinio il Giovane, scrittore e Senatore romano, siamo nel 61 d.c.. Egli in una sua corrispondenza riferisce che vi sono uomini i cui corpi possiedono proprietà medicinali, in particolare tra i popoli di Cipro e Spagna.

A mio avviso la prima pranoterapeuta in assoluto è la madre. Una madre amorevole, quando prende in braccio il proprio bambino che non si sente bene, cosa fa esattamente? Ripristina lo stato di omeostasi del bambino attraverso una trasmissione inconscia di prana. Se inoltre all’energia pranica aggiungiamo l’amore che manifesta per il bambino, il prana irradiato si eleva notevolmente di frequenza e diventa più potente. La madre è la prima guaritrice ed è sempre esistita!

Risalendo invece alle testimonianze storiche, la prima e più preziosa che abbiamo in forma scritta che parla di pranoterapia risale all’antico Egitto. Nella tomba di un guaritore egiziano a Saqqara, Ankmahor, secondo per importanza dopo il faraone, è stato rinvenuto un papiro databile 2323 A.C. dove vi è raffigurata una scena che rappresenta quattro personaggi. Due sono tipicamente africani, dalla carnagione scura e capelli ricciuti, che provenivano dall’alto Egitto per curare gli abitanti del basso Egitto, due dei quali raffigurati nel pittogramma mentre stanno ricevendo le cure da parte dei guaritori. Alcuni esperti dell’Istituto del Papiro del Cairo hanno decifrato i geroglifici sovrastanti le figure, uno dei pazienti dice “fa in modo che il mio dolore se ne vada” il guaritore risponde “farò ciò che tu vorrai”.

L’arte parietale preistorica mostra con evidenza che, al tempo, si percepiva chiaramente l’aura delle proprie mani e quella degli animali, raffigurata da un alone o da aureole di raggi perpendicolari.

Anche i pellerossa d’America sapevano molte cose sulle energie sottili, conoscevano le linee di forza emanate dalla Terra, i flussi planetari sottili ed erano in grado di applicare, a fini di guarigione, tecniche terapeutiche energetiche.

Gli Egiziani conoscevano molto bene le energie vitali-sottili, sia il corpo eterico, che chiamavano “ Sekhem “ e impiegavano queste cognizioni per guarire tramite l’imposizione delle mani. Altrettanto facevano i Greci, che utilizzavano queste pratiche nei templi.

Anche gli Ebrei conoscevano il corpo eterico, i centri energetici o chakra e l’energia sottile-vitale, che chiamavano “Ruah “, esaltata dalla Bibbia per le sue applicazioni in campo medico spirituale.

Il tema della guarigione del dolore fu un concetto approfondito da Ippocrate (460 – 367 A.C.), considerato il più grande medico dell’antichità. Ippocrate fu uno dei più illustri allievi della scuola egiziana che, a 19 anni, si recò in Egitto alla ricerca degli insegnamenti dei Sacerdoti medici.

In questo periodo il medico sacerdote si trasforma nell’uomo-medico. Con Ippocrate infatti la medicina primitiva, che si basava sull’osservazione e la registrazione dei fenomeni naturali, diventa scienza quando egli cercò di scoprire le cause di tali fenomeni. “Studiare la natura «del tutto» per conoscere quella del corpo”. Ippocrate

Nasce pertanto il medico ippocratico ma la figura del guaritore – sciamano non scompare, diciamo che continua ad operare un po’ di nascosto, come ai giorni nostri del resto.

Alcuni reperti contenuti nei cosiddetti “ Rotoli del Mar Morto “ ci dicono che in Palestina, ai tempi di Gesù, esistevano sette religiose che utilizzavano la terapia energetica sottile e la guarigione con le mani.

Una fonte ricca di testimonianze di guarigioni attraverso l’imposizione delle mani la troviamo nella letteratura cristiana fin dai primi secoli dopo Cristo.

Negli Atti degli Apostoli ad esempio è scritto che San Paolo impose le mani ad un ammalato di febbre e lo guarì. Nel Vangelo secondo Marco (16, 15-18) Gesù comparve agli Apostoli e disse:” Imporrete le mani ai malati e questi guariranno”. Gesù in questo caso oltre a presentarsi come un guaritore e taumaturgo, diventa Maestro nel momento in cui inizia gli Apostoli alla guarigione.

Se facciamo un salto temporale, incontriamo un altro personaggio molto particolare e a mio avviso potente su vari livelli. Il 12/12/1912 nasce a Cipro Daskalos. Il vero nome era Stylianos Atteshlis, noto come Daskalos, ha compiuto gli studi a Cipro e all’estero, ha lavorato nella Tipografia di stato e ha vissuto alcuni anni in Africa. Daskalos era un mistico e guaritore cristiano. Per settant’anni ha insegnato con lo scopo di risvegliare le persone dal loro torpore spirituale. Benché fosse sempre disponibile ad aiutare e guarire ogniqualvolta gli si chiedesse aiuto, egli non volle mai essere trattato come un Maestro, ma piuttosto come un fratello guida e amico. Negli ultimi anni della sua vita, i ricercatori della verità di tutto il mondo giunsero allo Stoa, a Strovolos, per ascoltare le sue lezioni e ricevere guarigioni.

L’aspetto interessante di Daskalos è che guariva utilizzando il prana solamente dopo avere invocato lo Spirito Santo. In questo modo garantiva la massima protezione al paziente e il prana che usciva dalle sue mani era indubbiamente potente e sacro.

E’ autore di vari libri. Il Dr. Stylianos Atteshlis è trapassato a Cipro il 26 agosto 1995.

Vi sono poi tutti i riferimenti alle tradizioni orientali, in Oriente infatti le grandi medicine del passato sono tenute in considerazione da sempre. Si potrebbe stilare un lungo elenco di guaritori e guaritrici sia in Oriente che in Occidente.

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